giovedì 14 febbraio 2008

La mia passione!


Mio padre...!

Michele Arpaia

Nato ad Ottaviano (NA) il 24 settembre 1915 – morto a Portopalo di Capo Passero (SR) il 25 luglio 2002.
Dedicò interamente alla Patria la sua giovinezza e fu un fervoroso paracadutista della Folgore, uno dei pochi superstiti della battaglia di El Alamein.
Nel dopoguerra potè manifestare il suo talento artistico, scoperto ed incoraggiato dal famoso critico d’arte Raffaello Causa, e si espresse con la sua “ pittura d’istinto” di tipo impressionistico con sferzate di colore a spatola, olio su tela, espressione del suo carattere impetuoso e della sua spiccata personalità.
E’ stato un emerito ritrattista, ma anche un convinto paesaggista sia di splendide marine, che di paesaggi vesuviani e principalmente ottavianesi.
Si espresse con scene di folclore napoletano e meridionale e animò con la sua passione gli occhi dei tanti cavalli che gli ispirarono le tele migliori.
I suoi dipinti sono stati esposti nelle principali gallerie in Italia ed all’estero.
Fu da sempre molto vicino alla sua Ottaviano, sia politicamente che con il suo estro creativo e diede tutto se stesso affinchè il Palazzo mediceo fosse assegnato al Comune di Ottaviano, facendosi promotore di un iter burocratico lungo oltre dieci anni e costellato da numerosi ostacoli ed addirittura dalla partecipazione dello stesso ad un programma televisivo di Rai tre ( “ Mi manda Lubrano” -1995).
La sua più grande soddisfazione fu, alla fine, l’affidamento del “ suo Castello” al Comune di Ottaviano ed il sovvenzionamento, da parte della Regione Canpania, di fondi per il suo restauro.
Uomo onesto e intransigente dal punto di vista morale, dedicò gran parte della sua vita ai suoi ideali politici ed alla sua amatissima Patria.
Tutto ciò non lo allontanò mai dalla sua famiglia adorata e dai suoi principi religiosi grazie ai quali la “sua” Ottaviano ebbe come perla di arte pittorica i due grandi dipinti che abbelliscono la chiesetta di Montevergine di Ottaviano.
Fu, altresì, un grande sportivo, ciclista, ma soprattutto nuotatore di fondo e regalò gli ultimi attimi della sua vita a quel mare che aveva tanto amato e che lo portarono dal proprio blu profondo all’incontaminato blu di quel cielo che aveva solcato con il suo paracadute” per vincere o morire”.